Errante, erratica Pensare il limite tra letteratura, arte e politica

Errante, erratica

Pensare il limite tra letteratura, arte e politica

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La raccolta di saggi qui riuniti presenta la vibrante riflessione sulla contemporaneità di Diamela Eltit, riconosciuta come una delle più importanti intellettuali del panorama culturale latinoamericano. Strutturato in quattro sezioni che si articolano sullo sfondo della storia cilena dilaniata dal neoliberalismo, il testo illumina il mondo globalizzato con le sue contraddizioni e i suoi paradossi. Grazie alla rappresentazione di una serie di figure minori, in transito verso il nuovo millennio, l’autrice ci accompagna tra gli spettri della dittatura, nel suo rapporto con il mondo-mercato, ci introduce all’arte e alla scrittura come spazio di testimonianza e resistenza, disegna un ritratto del corpo nei suoi vincoli con la politica. Una visione acuta e penetrante, capace di scardinare le rappresentazioni del potere, forzando il limite del conformismo e obbligandoci a pensare.

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Sull'autore

Diamela Eltit

Diamela Eltit (Santiago de Chile, 1949) è autrice di un’articolata produzione narrativa e saggistica insignita di numerosi premi e onorificenze, nel suo paese e all’estero. Definiscono la sua opera, tesa tra differenti generi e forme del narrare, l’attenzione alle trame del linguaggio, il profondo amore per il Cile, di cui analizza con acume gli effetti della dittatura nella cornice del tardo capitalismo, la densità e la coerenza della scrittura, volta a illuminare il volto oscuro della realtà. Tra i suoi romanzi, ricordiamo le traduzioni italiane di Imposta alla carne (2013), Manodopera (2020), Mai e poi mai il fuoco (2021) e in lingua originale, Lumpérica (1983), El cuarto mundo (1988), Los vigilantes (1994), Fuerzas especiales (2013) e Sumar (2018).

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